
25/11/2025
Aston Martin DBR9
Nel 2007, a due anni dal debutto, la coupé inglese sviluppata per la nuova categoria GT1 riesce a conquistare la vittoria di classe a Le Mans, confermandosi l’anno dopo al termine di un serratissimo duello con i rivali di Chevrolet.
La classe GT1, ridefinita nel 2005, non è più quella che una decina di anni prima ha dato vita a vetture in grado di competere per la vittoria assoluta a Le Mans. Le nuove GT1 sono sempre derivate da auto di serie, spesso da vere e proprie supercar come Maserati MC12, Lamborghini Murciélago e Saleen S7, ma non sono più prototipi “camuffati” con le fattezze di modelli stradali come la Porsche 911 GT1 e la Dauer 962. E sebbene negli anni alcune di esse riescano a ottenere piazzamenti più che onorevoli, non arrivano davvero ai livelli delle LMP.

Per l’edizione 2008 della 24 Ore di Le Mans, dove colgono il secondo successo di classe consecutivo, le DBR9 della squadra ufficiale Aston Martin vestono la storica livrea azzurra e arancione dello sponsor Gulf.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
Aston Martin coglie l’occasione di questa novità per realizzare insieme al team Prodrive una propria GT1 da competizione, sviluppata a partire dalla sua DB9 (una coupé stradale in configurazione 2+2) e battezzata DBR9 per connetterla idealmente alla storica DBR1 che vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1959 con Carroll Shelby e Roy Salvadori.

1. Nella parte inferiore del frontale è stato installato un generoso splitter, naturalmente anche questo realizzato in fibra di carbonio.
2. Il motore V12 di 6 litri conserva blocco e teste cilindri della versione stradale, ma sviluppa oltre 620 CV ed è montato più indietro grazie allo spostamento del cambio al retrotreno.
3. La carrozzeria dai parafanghi allargati della Aston Martin DBR9 è “mista”, con parti in fibra di carbonio e altre in alluminio.
© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. Nonostante la presenza dell’alettone, sull’Aston Martin DBR9 viene montato anche un ampio e prominente estrattore posteriore.
2. Il cambio sequenziale Xtrac è montato in blocco con il differenziale posteriore per equilibrare meglio i pesi della vettura.
3. La scocca è irrobustita da un roll-bar di sicurezza che si intravede dentro l’abitacolo.
© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
A dispetto dei suoi oltre 600 CV e dell’ottimo bilanciamento, nelle prime due stagioni la granturismo inglese, iscritta all’American Le Mans Series e al campionato FIA GT, non riesce a tener testa alle Chevrolet Corvette, malgrado un promettente esordio con vittoria di classe alla 12 Ore di Sebring del 2005. Aston Martin chiude così al quinto posto tra i team (ALMS) e i costruttori (FIA GT) nel 2005, mentre l’anno seguente arriva prima in Europa e seconda in America, pur senza vincere il campionato piloti. A Le Mans, gara esterna ai due calendari a cui Aston Martin partecipa come squadra ufficiale, la migliore DBR9 conquista, nel 2005 e 2006, il nono e il sesto posto assoluti, ma sempre ben dietro la Corvette C6.R che, nel secondo caso, sfiora addirittura il podio.

A. Nella vista frontale della Aston Martin DBR9 si notano i retrovisori asimmetrici posizionati per offrire gli angoli migliori.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

B. La grande ala posteriore della vettura si allarga fino ai limiti di sagoma della carrozzeria. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

C. La seconda delle DBR9 ufficiali schierate nel 2008, guidata dal tedesco Heinz-Harald Frentzen, dall’italiano Andrea Piccini e dall’austriaco Karl Wendlinger, si piazza al sedicesimo posto, a cinque giri dalla sua gemella più veloce.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
Nel 2007, però, Aston Martin cambia passo: il team ufficiale schiera a Le Mans con i numeri 007 e 009 due auto migliorate a fondo sia nelle prestazioni sia nel comfort per i piloti secondo le indicazioni dei nuovi regolamenti ACO. Con queste vetture, a cui si aggiungono le quattro dei team privati BMS, Larbre e Modena, finalmente arriva il successo di categoria colto dalla DBR9 009 guidata da David Brabham, Darren Turner e Rickard Rydell. La squadra ingaggia una furiosa battaglia con le Corvette alle spalle del gruppo di testa dei prototipi LMP1, che si assottiglia però gradualmente durante la gara, consentendo alla DBR9 di risalire fino al quinto posto e con un giro di vantaggio sulla Corvette ufficiale numero 63, a sua volta davanti di un altro giro alla prima delle Aston Martin del team Larbre. Nei campionati American Le Mans Series e FIA GT si riafferma lo strapotere delle Corvette e delle Maserati MC12, che vincono anche nel 2008 quando però Aston Martin riesce di nuovo a prevalere tra le GT1 a Le Mans. Accade ancora con la vettura n. 009 guidata da Turner e Brabham, stavolta affiancati dallo spagnolo Antonio García come terza guida. Il piazzamento assoluto è più basso, tredicesimo posto, e il vantaggio sulla prima delle Corvette, nuovamente la numero 63, è di meno di un giro, ma tanto basta per gioire.
Recent articles