Peugeot 905 – 1993

08/12/2025

Peugeot 905 – 1993

Peugeot 905 – 1993

Dopo una trionfale stagione 1992, in cui la 905 ha conquistato l’ultimo titolo WSC prima della soppressione del campionato, il team Peugeot-Talbot si prende la soddisfazione di vincere ancora una volta a Le Mans con la Evo 1 Bis, che chiude la carriera bissando il successo dell’anno precedente.

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La campagna di Peugeot nell’endurance, dove la Casa del Leone cerca nuova gloria dopo aver colto successi nei rally con 205 e 405, non inizia con il botto: il programma sportivo annunciato nel 1988 si concretizza due anni dopo con la presentazione della 905, progettata da André de Cortanze, un’auto costruita in carbonio e spinta da un V10 aspirato da 3,5 litri, come previsto dal nuovo regolamento della classe top del Gruppo C (chiamata appunto “Sport 3,5 litri”). Schierata in prova in due gare a fine 1990 e a tutti gli effetti dal 1991, con la prima versione definitiva, già ribattezzata “905 Evo 1” e guidata dai piloti Mauro Baldi/Philippe Alliot e Keke Rosberg/Yannick Dalmas, conquista a inizio della stagione la vittoria a Suzuka con il primo team. A partire dall’estate, poi, Peugeot mette in pista la variante sviluppata per il 1992, la “Evo 1 Bis”, con la quale Keke Rosberg e Yannick Dalmas si impongono a Magny-Cours e Città del Messico. Per il resto, però, entrambi gli equipaggi collezionano soprattutto ritiri, in particolare a Le Mans dove le due 905, nonostante siano partite in testa, essendo state le migliori tra le Sport 3,5 litri a cui il regolamento ha riservato le prime file,
sono costrette alla resa dopo poche decine di giri.

Il design della 905 Evo 1 Bis cambia già totalmente rispetto alla prima Evo 1, ma questa versione LM che corre a la Sarthe nel 1992 e 1993 è ancora differente nella mascherina e nei fari.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

Il design della 905 Evo 1 Bis cambia già totalmente rispetto alla prima Evo 1, ma questa versione LM che corre a la Sarthe nel 1992 e 1993 è ancora differente nella mascherina e nei fari.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

La Evo 1 Bis, ridisegnata a fondo nella carrozzeria e migliorata anche nella meccanica, dà il meglio di sé nel 1992: Yannick Dalmas, insieme a Derek Warwick, ottiene tre vittorie – tra cui la 24 Ore di Le Mans (con Mark Blundell come terzo pilota), per la quale viene allestita una nuova e specifica variante “Evo 1 Bis LM” – e due secondi posti, chiudendo il campionato in testa. L’altra 905, con Alliot e Baldi (più il veterano Jean-Pierre Jabouille a Le Mans), conquista invece due successi e due terzi posti, giungendo seconda nel campionato davanti alle rivali più tenaci, le Toyota, a cui in definitiva Peugeot “lascia” soltanto la prima gara, la 500 km di Monza.

1. I vistosi occhielli ai lati della mascherina servono ad ancorare l’ala supplementare anteriore, che tuttavia sulla versione Le Mans non viene mai usata.2. La presa di aspirazione a periscopio sopra l’abitacolo è uno dei pochi elementi rimasti invariati su tutte le varianti della 905. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. I vistosi occhielli ai lati della mascherina servono ad ancorare l’ala supplementare anteriore, che tuttavia sulla versione Le Mans non viene mai usata.

2. La presa di aspirazione a periscopio sopra l’abitacolo è uno dei pochi elementi rimasti invariati su tutte le varianti della 905.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. La 905 Evo 1 Bis LM ha un impianto frenante potenziato per reggere le violente frenate al termine dei lunghi rettilinei del circuito francese.2. Il motore V10 da 80° ha una regolazione specifica per Le Mans che limita il numero massimo di giri a un po’ meno dei 12.500 massimi. Anche la trasmissione è rinforzata.3. Anche la grande ala biplano posteriore è leggermente rivista per la 24 Ore di Le Mans, con una superficie minore per ridurre l’attrito e favorire la scorrevolezza.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. La 905 Evo 1 Bis LM ha un impianto frenante potenziato per reggere le violente frenate al termine dei lunghi rettilinei del circuito francese.

2. Il motore V10 da 80° ha una regolazione specifica per Le Mans che limita il numero massimo di giri a un po’ meno dei 12.500 massimi. Anche la trasmissione è rinforzata.

3. Anche la grande ala biplano posteriore è leggermente rivista per la 24 Ore di Le Mans, con una superficie minore per ridurre l’attrito e favorire la scorrevolezza.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

Nel 1993 il campionato non c’è più, cancellato a causa dello scarso numero di adesioni, però le Gruppo C sono ancora ammesse a partecipare alla 24 Ore di Le Mans, che si corre come evento indipendente. Peugeot blocca quindi lo sviluppo della successiva evoluzione, la Evo 2, e affida la difesa dei suoi colori all’ormai collaudata Evo 1 Bis, che rinnova il duello con le Toyota TS010 e le “veterane” ma sempre agguerrite Porsche 962, che però corrono in classe C2. Nei test di maggio Baldi e Alliot ottengono il miglior tempo, a giugno Peugeot schiera tre vetture che al termine di qualifiche piuttosto turbolente, con vari incidenti, si spartiscono le prime file con le Toyota. In gara, invece, il duello dura soltanto qualche ora, dopodiché le tre 905 prendono progressivamente il comando realizzando una spettacolare tripletta. A vincere è la squadra “aggiuntiva”, composta da éric Hélary, Christophe Bouchut e Geoff Brabham, che precede di poco quella con Thierry Boutsen, Yannick Dalmas e Teo Fabi e, un po’ più staccata, quella con Alliot, Baldi e Jabouille.

A. La 905 Evo 1 Bis LM numero 3 ha vinto la 24 Ore di Le Mans del 1993 con al volante Geoff Brabham, Christophe Bouchut ed éric Hélary. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

A. La 905 Evo 1 Bis LM numero 3 ha vinto la 24 Ore di Le Mans del 1993 con
al volante Geoff Brabham, Christophe Bouchut ed éric Hélary. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

B.	Una 905 Evo 1 Bis LM in azione durante la gara delle Gruppo C alla Le Mans Classic del 2018. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

B. Una 905 Evo 1 Bis LM in azione durante la gara delle Gruppo C alla Le Mans Classic del 2018. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

C.	Il team Peugeot-Talbot festeggia la tripletta a Le Mans nel 1993. Al centro, il direttore sportivo Jean Todt portato in trionfo da Yannick Dalmas e Philippe Alliot. I tre con le corone al collo sono i vincitori Geoff Brabham, éric Hélary e Christophe Bouchut.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

C. Il team Peugeot-Talbot festeggia la tripletta a Le Mans nel 1993. Al centro, il direttore sportivo Jean Todt portato in trionfo da Yannick Dalmas e Philippe Alliot. I tre con le corone al collo sono i vincitori Geoff Brabham, éric Hélary e Christophe Bouchut.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

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