
06/08/2025
Porsche 718 GTR - 1963
Sulla base della 718 versione otto cilindri, Porsche Ricava anche un esemplare unico con carrozzeria Coupé. Corre poco, ma fa sua la targa florio del 1963.
Se la Porsche 550, specie nell’evoluzione A del 1956, è considerata uno dei più grandi “assi pigliatutto” della storia del marchio, la 718 non le è da
meno. Sua diretta evoluzione, migliorata nell’architettura delle sospensioni, a partire dal 1957 e per almeno un quinquennio diventa una delle grandi protagoniste
delle gare di durata e in salita. Si tratta però anche di una vettura-laboratorio, che subisce a sua volta diverse evoluzioni nel corso degli anni. La più interessante è quella che dà vita, nel 1962, a un prototipo con carrozzeria chiusa e motore boxer 8 cilindri di 2 litri: un esemplare unico con poche gare all’attivo ma una vittoria di prestigio alla Targa Florio del 1963.

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I circuiti cittadini o molto tortuosi sono, da sempre, uno dei terreni preferiti dalla Porsche, che nel corso degli anni ha sviluppato modelli specifici per questo tipo di gare, alternandoli ai più potenti prototipi per le grandi piste veloci. La 718 GTR si può dire che inauguri questa tradizione, perché viene sviluppata nel 1962 proprio per essere impiegata su tracciati impegnativi come la Targa Florio, la 1000 km del Nürburgring e la 24 Ore di Le Mans, che sono poi le uniche tre gare a cui l’auto prende parte nelle stagioni 1962-1963, anche se con risultati altalenanti. In effetti l’unico circuito a regalare davvero soddisfazioni a questa coupé aerodinamica è quello siciliano delle Madonie, mentre le altre esperienze si concludono tutte con ritiri o con mancate partenze. Nel 1962, la 718 GTR Coupé partecipa alla Targa Florio sotto le insegne della scuderia Serenissima, con al volante lo svedese Jo Bonnier e il pilota “di casa” Nino Vaccarella. Complice qualche noia ai freni, deve però accontentarsi del terzo posto dietro a due Ferrari, pur risultando vincitrice nella categoria Prototipi fino a 2 litri di cilindrata.

Nella foto, la 718 GTR Coupé di Jo Bonnier e Dan Gurney schierata nel 1962 alla 1000 chilometri del Nürburgring: la vettura sarà costretta
al ritiro dopo 42 giri per problemi al cambio. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

Targa Florio 1963: in primo piano, la Ferrari Dino 196 SP, qui condotta dal belga Willy Mairesse, che arriverà seconda dietro la Porsche 718 GTR di Bonnier-Abate. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
L’anno seguente la 718 GTR si presenta in Sicilia con le insegne del team ufficiale Porsche KG. Alla guida c’è ancora Bonnier, stavolta affiancato da un altro italiano, Carlo Maria Abate. Le Ferrari sembrano nuovamente irraggiungibili, ma stavolta la sorte aiuta la scuderia tedesca: Nino Vaccarella, che dovrebbe correre per il Cavallino Rampante, non scende nemmeno in pista per un problema burocratico, mentre le altre vetture di Maranello sono rallentate o fermate da una serie di inconvenienti tecnici,
guasti e piccoli incidenti.
[NEL 1962 PRIMA DI CLASSE, NEL 1963 PRIMA ASSOLUTA]
L’ultimo capita alla Dino 196 SP di Ludovico Scarfiotti e Lorenzo Bandini, ai quali si è aggregato il belga Willy Mairesse rimasto a piedi dopo il forfait della sua 250 P. Il giro finale tocca proprio a Mairesse, che tuttavia commette un errore fatale consentendo alla Porsche 718 di passare in testa. A nulla vale l’ultimo disperato tentativo di rimonta del belga, la vettura tedesca chiude prima con un vantaggio di soli 11 secondi.

1000 chilometri del Nürburgring, edizione 1963: la 718 GTR dell’americano Phil Hill e dello svedese Jo Bonnier a bordo strada dopo il ritiro causato da un incidente al ventunesimo giro. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

L’inglese Graham Hill, a bordo della sua Porsche 718 WRS, conversa con Dan Gurney (con il casco), pilota della 718 GTR Coupé, e Stirling Moss prima della 1000 chilometri del Nürburgring del 1962. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
Joakim “Jo” Bonnier è celebre soprattutto per essere stato il primo pilota svedese a correre in Formula 1, anche se ha mosso i suoi primi passi tra motociclismo e rally. Sulle monoposto ottiene una vittoria al Gran Premio d’Olanda del 1959 su BRM, mentre l’anno dopo corre in Formula 2 su una 718 monoposto vincendo il Gran Premio di Germania. Nello stesso anno, su una 718 Spyder, vince la sua prima Targa Florio (bissata appunto nel 1963 con la GTR) insieme a Hans Herrmann, mentre nel 1962 si aggiudica la 12 Ore di Sebring al volante di una Ferrari 250 TRI divisa con Lucien Bianchi. Il suo anno d’oro è però il 1964, quando porta la Ferrari 330 P al secondo posto alla 24 Ore di Le Mans e alla vittoria nella 1000 km di Parigi/Montlhéry, mentre con una 250 LM trionfa nella 12 Ore di Reims (sempre in coppia con Graham Hill).
Il torinese Carlo Maria Abate è invece ricordato come uno dei maggiori conoscitori della Ferrari 250 GTO, che porta al successo nel Trophée d’Auvergne del 1962, mentre tra il 1962 e il 1963 corre in Formula 1 ottenendo però solo qualche piazzamento. La vittoria alla Targa Florio del 1963 è, di fatto, il punto più alto della sua carriera di pilota, conclusasi l’anno dopo.

Jo Bonnier, a sinistra nella foto, insieme al compagno di squadra Carlo Maria Abate prima della Targa Florio del 1963: è il 5 maggio e i due stanno per firmare sul circuito delle Madonie l’unica vittoria della 718 GTR Coupé. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
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