
11/09/2025
Porsche 917 L - 1970
La 917 a coda lunga dovrebbe essere l’arma vincente a le mans, ma nel 1970 È superata dalla versione “k”
La Porsche 917 a coda lunga, nota con le sigle L o LH (Langheck in tedesco), nasce prima ancora della celeberrima e plurivittoriosa versione corta o “917K”. Già nella primavera del 1969, quando la 917 a 12 cilindri, ancora molto simile nell’aspetto alla 908 da cui deriva, comincia a calcare le piste inizialmente con poco successo, i responsabili tecnici della Casa hanno già in mente una variante da schierare in particolare a Le Mans, dove la prevalenza di lunghi rettilinei rispetto alle curve tende a favorire la scorrevolezza rispetto al carico aerodinamico. Questa variante debutta direttamente alla 24 Ore di quello stesso 1969, mentre la “K” verrà sviluppata dopo.

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L’esordio della “lunga” non è dei migliori: due vetture al via, due ritiri per problemi meccanici, anche se l’ultimo avviene ad appena due ore dalla fine della gara, quando la vettura n. 12 di Vic Elford e Richard Attwood, saldamente in testa, viene costretta al forfait dal cedimento della scatola del cambio. Le noie tecniche sono ancora un punto debole per la nuova nata di Casa Porsche, insieme alla scarsa stabilità che porterà appunto alla nascita della “K” dalla caratteristica coda tronca. La configurazione lunga si è però dimostrata efficace sul piano delle prestazioni e l’anno seguente viene rispolverata ancora per Le Mans, iniziando dai test di aprile in cui l’unica vettura schierata
si classifica però solamente quindicesima. Alla 24 Ore le 917 L sono due, affidate ad altrettanti dei principali team assistiti da Porsche, che non partecipa con una vera e propria squadra ufficiale: la prima corre sotto le insegne della squadra Martini Racing, che la schiera in una spettacolare livrea verde e viola affidando il volante a Gérard Larrousse e Willi Kauhsen. La seconda, spinta dal nuovo motore da 4,9 litri e 600 CV al posto del 4,5 litri prima maniera da 520 CV, è guidata da Vic Elford e Kurt Ahrens Jr. per la squadra austriaca Salzburg.

La partenza della 24 Ore di Le Mans del 1970: in basso, la 917 L n. 25 del team Salzburg, la seconda squadra Porsche, guidata da Vic Elford e Kurt Ahrens Jr., che non terminerà la gara. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

Ancora la 24 Ore di Le Mans del 1970: a sinistra, la 917K Salzburg di Hans Herrmann e Richard Attwood corre verso la vittoria precedendo un gruppo di altre vetture tra cui l’Alfa Romeo T33/3 n. 36 di Courage-De Adamich. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
Quest’ultima sarebbe in realtà la favorita assoluta, visto che tra motore potenziato e carrozzeria raggiunge una velocità di oltre 385 km/h, quasi 50 km/h più del modello precedente e delle migliori tra le “corte”, e lo dimostra in qualifica prendendosi la pole davanti alla Ferrari 512 S con un tempo di poco inferiore ai tre minuti e 20 secondi. In gara, però, è proprio il motore a tradire Elford e Ahrens quando sono secondi e impegnati nell’inseguimento dei compagni di team Hans Herrmann e Richard Attwood sulla 917K Salzburg n. 23, a cui andrà la vittoria. Va meglio alla “psichedelica” 917 L Martini Racing, soltanto dodicesima dopo le qualifiche ma capace di recuperare posizioni su posizioni e approfittare del forfait dell’altra 917 L per subentrarle al secondo posto e tentare l’impresa. Non riuscirà però a ridurre il distacco dalla prima a meno di cinque giri, finendo per accontentarsi di quello che resterà comunque il miglior risultato di una 917 a coda lunga. Nel 1971, infatti, nonostante un motore potenziato, la “L” farà bene a Le Mans solo nei test e in qualifica. Qui otterrà i primi tre posti, per poi terminare la gara con altrettanti ritiri.

La Porsche 917 L del team Porsche Martini Racing esce dalla corsia dei box durante una fase della24 Ore di Le Mans del 1970, conclusa al secondo posto.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

La 917 L n. 3 con livrea “psichedelica” schierata a Le Mans 1970 dal team Martini Racing; l’anno successivo la vettura tornerà in una più semplice colorazione bianca per i test di aprile. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
Il secondo posto a Le Mans è il miglior risultato della 917 L, ma per i due piloti che la portano a sfiorare il successo la carriera riserva qualche altra soddisfazione a bordo di vetture Porsche e non solo: in particolare per il francese Gérard Larrousse, che a Le Mans ha già ottenuto l’anno prima un secondo posto (con vittoria di classe) su una Porsche 908.
Si tratta del preambolo alle due vittorie, stavolta assolute, che conquisterà nel 1973 e 1974 con le Matra-Simca in coppia con Henri Pescarolo. Restando in Casa Porsche, Larrousse conquisterà altre due vittorie di prestigio nel corso del 1971: una alla 12 Ore di Sebring su una 917K e una alla 1000 km del Nürburgring con una 908/3. In entrambi i casi, il suo compagno di squadra sarà l’inglese Vic Elford. Quanto al tedesco Willi Kauhsen, inizia a collezionare successi nel 1967, laureandosi campione europeo turismo con la Abarth 1000TC. In seguito passa a correre per la Porsche vincendo, in squadra con altri piloti, la Marathon de la Route e la 24 Ore di Spa del 1968 a bordo di due 911. Nel 1972 fonderà un proprio team.

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La 917 L n. 3 con livrea “psichedelica” schierata a Le Mans 1970 dal team Martini Racing; l’anno successivo la vettura tornerà in una più semplice colorazione bianca per i test di aprile. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.
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