Toyota GT-One - 1998

09/12/2025

Toyota GT-One - 1998

Toyota GT-one

Nata come GT1 ma poi “dirottata” tra i prototipi, la Toyota di fine anni ’90 non riesce a vincere Le Mans in nessuno dei suoi due tentativi per problemi tecnici ed errori strategici, ottenendo però un secondo posto nell’edizione 1999.

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Nella seconda metà degli anni ’90, Toyota insegue ancora il sogno di cogliere la vittoria assoluta a Le Mans, e come altri costruttori decide di approfittare dei nuovi regolamenti che favoriscono la creazione di vetture in teoria derivate dalla strada ma in realtà molto più simili a dei prototipi. Per di più, dal 1998, la commissione tecnica toglie l’obbligo di produrre almeno 25 esemplari per ottenere l’omologazione, consentendo di ottenere il via libera con una sola vettura stradale.

La Toyota GT-One è stata progettata nel 1997 esclusivamente per correre a Le Mans, con un frontale modellato per essere più veloce nei rettilinei.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

La Toyota GT-One è stata progettata nel 1997 esclusivamente per correre a Le Mans, con un frontale modellato per essere più veloce nei rettilinei.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

In questo scenario nasce la GT-One (nota internamente con la sigla TS020), una vettura con carrozzeria chiusa e telaio in fibra di carbonio e alluminio,  disegnata da André de Cortanze e sviluppata tra il Giappone e la Germania (anche se il telaio viene costruito dall’italiana Dallara), dove si trova il reparto sportivo europeo di Toyota. Il debutto nel 1998 è incoraggiante nelle premesse ma disastroso negli esiti: nelle pre-qualifiche a Le Mans di maggio una delle tre vetture schierate ottiene, con Martin Brundle ed Emmanuel Collard, il secondo miglior tempo assoluto, mentre le altre due si classificano quinta e decima, ma in gara la situazione, inizialmente favorevole, precipita. Nelle prove Brundle e Collard sono battuti soltanto dalla Mercedes CLK-LM di Bernd Schneider, e le altre due Toyota si piazzano settima e ottava. Le speranze di vittoria proseguono anche nelle prime fasi della gara quando, complici problemi tecnici che mettono fuori causa sia le stesse Mercedes sia le BMW V12, il team giapponese sembra poter dominare. Purtroppo, anche le GT-One manifestano con il tempo problemi di affidabilità e, pur conducendo per lunghi tratti la gara, finiscono per cedere la vittoria alla Porsche 911 GT1-98, pronta ad approfittare del ritiro della vettura numero 29 guidata da Thierry Boutsen, Ralf Kelleners e Geoff Lees, messa ko a meno di due ore dalla fine da un problema al cambio.

1. Le aperture in corrispondenza dei passaruota servono a ridurre la pressione dell’aria al loro interno.2. La scocca è realizzata in fibra di carbonio con una cellula in alluminio dalla struttura a nido d’ape.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. Le aperture in corrispondenza dei passaruota servono a ridurre la pressione dell’aria al loro interno.

2. La scocca è realizzata in fibra di carbonio con una cellula in alluminio dalla struttura a nido d’ape.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. Anche l’ala posteriore monoplano ha una forma semplice e un’inclinazione minima per favorire la scorrevolezza.2. Le grandi aperture sui fianchi contribuiscono anch’esse a ottimizzare il passaggio verso l’esterno dei flussi d’aria convogliati all’interno dalle linee del musetto.3. La linea della carrozzeria è stata affinata in Italia, nella galleria del vento, e presenta una superficie omogenea e fluida senza deflettori né prese d’aria.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

1. Anche l’ala posteriore monoplano ha una forma semplice e un’inclinazione minima per favorire la scorrevolezza.

2. Le grandi aperture sui fianchi contribuiscono anch’esse a ottimizzare il passaggio verso l’esterno dei flussi d’aria convogliati all’interno dalle linee del musetto.

3. La linea della carrozzeria è stata affinata in Italia, nella galleria del vento, e presenta una superficie omogenea e fluida senza deflettori né prese d’aria.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

Con l’auto di Brundle, Collard ed éric Hélary fuori dai giochi già dal giro 191 per un’uscita di pista, a difendere l’onore della Toyota resta solo il terzo equipaggio, composto dai giapponesi Ukyo Katayama, Toshio Suzuki e Keiichi Tsuchiya, che però arrivano soltanto noni.

A. Nella parte anteriore si fa notare la posizione asimmetrica dei grandi retrovisori che sopperiscono alla limitata visibilità del parabrezza. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

A. Nella parte anteriore si fa notare la posizione asimmetrica dei grandi retrovisori che sopperiscono alla limitata visibilità del parabrezza. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

B.	Il motore V8 biturbo da 600 CV, che ha anche una funzione semi-strutturale, non deriva dal V10 della precedente TS010 ma dall’unità delle vetture di Gruppo C di un decennio prima, rivista e alleggerita.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

B. Il motore V8 biturbo da 600 CV, che ha anche una funzione semi-strutturale, non deriva dal V10 della precedente TS010 ma dall’unità delle vetture di Gruppo C di un decennio prima, rivista e alleggerita.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

Per il 1999 la FIA definisce regole più precise per superare le situazioni equivoche legate alle GT1, estromettendo quelle che, come la Porsche 911 GT1, sono in realtà dei prototipi. Tuttavia l’ACO, che organizza la 24 Ore di Le Mans, le fa rientrare dalla finestra istituendo la categoria LM-GTP. Toyota prende così parte anche a questa edizione in cui sfiora la vittoria malgrado l’abbondante concorrenza di costruttori tra cui BMW, Mercedes, Audi, Nissan, Courage. Le GT-One sono infatti le più veloci in prova, ma stressano troppo le gomme causando frequenti forature. Proprio questo problema, che è già costato il ritiro di una delle altre due Toyota (la terza è uscita per un contatto), si rivela fatale alla vettura numero 3, guidata da Katayama, Tsuchiya e Suzuki, che per una scelta strategica del team rinuncia all’ultimo cambio gomme: una decisione che le fa sprecare i secondi recuperati sulla BMW V12 LMR e la condanna a rimanere al secondo posto.

C. La GT-One di Katayama, Tsuchiya e Suzuki, nona assoluta nel 1998 quando fu l’unica delle tre vetture schierate dal team ad arrivare al traguardo. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

C. La GT-One di Katayama, Tsuchiya e Suzuki, nona assoluta nel 1998 quando fu l’unica delle tre vetture schierate dal team ad arrivare al traguardo. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés.

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