Dome S101 - 2002

05/05/2023

Dome S101 - 2002

I miti di Le Mans Dome S101

Author : Cette collection est une adaptation de 24H Le Mans ® Le auto delle corsa più leggendaria al mondo Éditeur : Centauria Editore s.r.l.

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Dome avrebbe potuto essere un costruttore di vetture stradali. Almeno, questo era l’intento dei suoi fondatori che tuttavia non riuscirono mai a portare il prototipo Zero del 1978 all’omologazione e alla produzione in serie. Per questo ripiegarono sulle competizioni, trasformando quella prima vettura in un prototipo con cui gareggiare nel campionato giapponese. Inizialmente senza grande fortuna, poi, dal 1984, con qualche piazzamento degno di nota e addirittura con una vittoria nel 1985 alla 500 km di Suzuka – conquistata con l’evoluzione 84C. 

1. Il design della Dome S101 è pulito e piuttosto convenzionale, come per gran parte delle vetture che gareggiano nella classe LMP900.2. La versione che corre alla 24 Ore di Le Mans ha un roll-bar più stretto dietro il posto guida e poche altre differenze.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

1. Il design della Dome S101 è pulito e piuttosto convenzionale, come per gran parte delle vetture che gareggiano nella classe LMP900.

2. La versione che corre alla 24 Ore di Le Mans ha un roll-bar più stretto dietro il posto guida e poche altre differenze.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Uscita dalla scena endurance nel 1988, la Dome vi ricompare nel 2001 con la S101, un prototipo (classe LMP900) interamente nuovo costruito intorno a un telaio a nido d’ape e spinto da un motore Judd V10, lo stesso utilizzato anche da Courage e altre scuderie. Schierata dal team danese Den Blå Avis e da quello olandese Racing for Holland, nell’anno dell’esordio la vettura ottiene un sesto posto alla 2 Ore e 30 di Barcellona e successivamente un terzo alla 1000 km di Monza e un quarto nei test a Le Mans di maggio, un altro terzo alla 2 Ore e 30 di Spa e infine la prima vittoria alla 2 Ore e 30 di Brno. In mezzo a queste gare c’è la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, dove però entrambe le vetture sono costrette al ritiro per problemi meccanici. Chiudono la stagione con altri piazzamenti e altre due vittorie in gare da due ore e mezza, a Mondello Park e al Nürburgring. Per il 2002, il team Racing for Holland si conferma la prima e principale squadra a utilizzare la Dome S101 assieme alle scuderie Kondo Racing e Chamberlain. La squadra olandese, guidata dal pilota e manager Jan Lammers, porta nuovamente la vettura al successo a Brno e al settimo posto nei test Le Mans di maggio. Alla successiva 24 Ore di Le Mans c’è una vettura per ciascun team, ma di nuovo soltanto quella olandese, con Lammers affiancato da Val Hillebrand e Tom Coronel, riesce a finire la gara conquistando anche uno storico ottavo posto dopo aver ottenuto il quinto tempo in qualifica a meno di tre minuti dalle imprendibili Audi R8. L’anno seguente va ancora meglio: Lammers, con Jon Bosch e il britannico Andy Wallace, strappa il quarto tempo in qualifica e il sesto posto in gara, sigillando una stagione costellata da vari podi e anche da tre vittorie a Lausitzring, Monza e Donington. Nel 2004 le uscite sono più limitate, ma a Le Mans arriva comunque un settimo posto ancora con Lammers insieme a Chris Dyson e Katsutomo Kaneishi, replicato l’anno seguente quando però con il pilota olandese ci sono il connazionale John Bosch e lo statunitense Elton Julian. Dopo una stagione 2006 poco esaltante e il primo ritiro a Le Mans, la S101 viene evoluta per il 2007 nella variante S101.5, che sul circuito de la Sarthe ottiene però soltanto un venticinquesimo posto. In seguito la vettura viene sostituita dalla S102, che corre nel 2008 e 2010 esclusivamente a Le Mans con il team ufficiale Dome Racing.

1. L’ala posteriore della versione per Le Mans è più bassa e sostenuta da montanti distanziati, anziché dalla consueta doppia colonna centrale.2. Il motore Judd 10 cilindri da 4 litri e 600 CV ha un angolo tra le bancate di 72° che permette di tenere più bassi il baricentro e la linea della vettura.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

1. L’ala posteriore della versione per Le Mans è più bassa e sostenuta da montanti distanziati, anziché dalla consueta doppia colonna centrale.

2. Il motore Judd 10 cilindri da 4 litri e 600 CV ha un angolo tra le bancate di 72° che permette di tenere più bassi il baricentro e la linea della vettura.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Absent from endurance racing after 1988, Dome made a comeback in 2001 with the S101, a completely new prototype (LMP900 category) built on a honeycomb frame powered by a Judd V10 engine identical to that used by Courage and other teams. The car was entered by the Danish team Den Blå Avis and the Dutch team Racing for Holland, and in its first year it finished seventh in the 2 Hours 30 Minutes of Barcelona, then third in the 1000 km of Monza and fourth in the testing sessions at Le Mans in May, another third place in the 2 Hours 30 Minutes of Spa and finally a first victory in the 2 Hours 30 Minutes of Brno.

Meanwhile, at the 24 Hours of Le Mans, both cars were forced to withdraw due to mechanical problems. The season ended with a number of other good placings and two victories in the 2½-hour races at Mondello Park and the Nürburgring. In 2002, the Racing for Holland team established itself as the main user of the Dome S101 alongside the Kondo Racing and Chamberlain teams. The Dutch team, under the leadership of driver-manager Jan Lammers, once again guided the car to victory at Brno and to seventh place in the Le Mans trials in May.

A. La particolare livrea delle Dome del team Racing for Holland è composta da una serie di riquadri bianchi e neri su cui sono riportati i nomi dei numerosi piccoli sponsor che sostengono la squadra.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

A. La particolare livrea delle Dome del team Racing for Holland è composta da una serie di riquadri bianchi e neri su cui sono riportati i nomi dei numerosi piccoli sponsor che sostengono la squadra.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

At the following 24 Hours of Le Mans, each team entered a car, but once again, only the Dutch team with Lammers paired with Val Hillebrand and Tom Coronel made it to the finish line, securing a historic eighth place less than three minutes behind the unbeatable Audi R8 and after clocking the fifth fastest time in qualifying. The following year, the team did even better: Lammers, with John Bosch and British driver Andy Wallace, secured fourth place in qualifying and sixth place in the race, crowning a season marked by several podium finishes and three victories at the Lausitzring, Monza and Donington.

B. Jan Lammers, fondatore del team Racing for Holland, ha al suo attivo la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 1988 su una Jaguar XJR-9LM.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

B. Jan Lammers, fondatore del team Racing for Holland, ha al suo attivo la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 1988 su una Jaguar XJR-9LM.

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In 2004, there were fewer entries. At Le Mans, Lammers secured seventh place with Chris Dyson and Katsutomo Kaneishi, a result he repeated the following year with his fellow countryman John Bosch and American Elton Julian. Following an unfulfilling 2006 season and a first withdrawal at Le Mans, the S101 evolved for 2007 into the S101.5 version, which only managed 25th place in the Sarthe. The car was then replaced by the S102, competing in 2008 and 2010 solely at Le Mans with the official Dome Racing team.

C. La Dome S101 del team Racing for Holland alla 24 Ore di Le Mans del 2003, dove ottiene il sesto posto migliorando il risultato del 2002. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

C. La Dome S101 del team Racing for Holland alla 24 Ore di Le Mans del 2003, dove ottiene il sesto posto migliorando il risultato del 2002. © IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

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