
10/05/2023
Alpine A210
Author : Cette collection est une adaptation de 24H Le Mans ® Le auto delle corsa più leggendaria al mondo Éditeur : Centauria Editore s.r.l.
Read moreLa 24 Ore di Le Mans del 1966 verrà ricordata soprattutto per il trionfo di Ford sulla Scuderia Ferrari. Dietro a questo epico duello sportivo si celano però altre storie minori: per esempio, quella scritta da una piccola sportprototipo francese, la Alpine A210, che per tre edizioni consecutive, dal 1966 al 1968, prevale nella classe fino a 1,3 litri.
Questa vettura trova le sue origini nel progetto “M63” varato da Jean Rédélé, patron della piccola Casa di Dieppe, qualche anno prima. Dopo aver ottenuto i motori da Renault, che inizialmente spera di montare su un telaio di derivazione Lotus 23, Rédélé fa progettare da zero una vettura prototipo ispirata nella telaistica proprio alla Lotus, con struttura a trave centrale poi sostituita da una di tipo tubolare per assecondare i nuovi regolamenti tecnici.

1. La A210 ha un’aerodinamica più ricercata. La soluzione delle prese d’aria davanti alle portiere deriva però dall’Alpine M64.
2. La A210 ha un’aerodinamica più ricercata. La soluzione delle prese d’aria davanti alle portiere deriva però dall’Alpine M64.
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L’obiettivo del fondatore di Alpine è quello di aggiudicarsi i premi per il miglior “Indice di efficienza termica” e “Indice di Performance” alla 24 Ore di Le Mans del 1963, nonché di trionfare nella classe fino a un litro di cilindrata. L’impresa, tuttavia, non riesce: dopo un inizio promettente, infatti, la M63 chiude la gara con tre ritiri, uno dei quali causato da un incidente mortale al brasiliano Christian Heins. La Casa ci riprova nel 1964 con la M64, evoluzione con motore da 1.149 cc, riuscendo stavolta ad aggiudicarsi l’Index of Thermal Efficiency e la vittoria nella categoria Prototipi fino a 1,15 litri. L’anno seguente, con la M65 dotata di un motore da 1,3 litri, arrivano i successi di classe alla 12 Ore di Reims e alla 500 Chilometri del Nürburgring, ma a Le Mans tutte le Alpine in gara si ritirano.

1. L’Alpine A210 ha una tipica configurazione a coda lunga, con pinne fisse laterali leggermente incurvate verso l’interno.
2. La vettura di Le Guellec e Serpaggi che si piazza nona nella 24 Ore di Le Mans del 1968 monta un’evoluzione del motore Renault-Gordini portato da 1,3 a 1,5 litri.
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Per il 1966, dunque, l’auto viene rivista ancora, con particolare attenzione all’aerodinamica. Nasce così la A210, di cui alla 24 Ore di Le Mans vengono schierati sei esemplari: uno con motore da 1 litro nella classe fino a 1,15 litri, e gli altri con motore 1.3 da 135 CV.
In qualifica la migliore è la A210 n. 47 di Pauli Toivonen e Berndt Jansson, che poi non terminerà la gara per problemi alla pompa del raffreddamento. La flotta di vetture francesi rimane costantemente alle calcagna delle Ferrari, che a loro volta cercano di attaccare le Porsche e le fortissime Ford GT40. Alla fine, una riesce a infrangere la “barriera” della decima posizione: si tratta della n. 62 guidata da Henry Grandsire e Leo Cella per la squadra ufficiale Alpine, che arriva nona e prima nella classe 1.3 litri; ma altre tre vetture si piazzano tra l’undicesima e la tredicesima posizione. La tripletta arriva anche nella classifica dell’Indice di Efficienza Termica, dove il “podio” è monopolizzato dalle Alpine – con la vittoria di Roger Delageneste e Jacques Cheinisse della Scuderia Savin-Calberson.

A. Il frontale ha forme levigate ed è accuratamente carenato, con fari principali e secondari integrati nella linea del musetto.
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Le modifiche ai regolamenti spingono Alpine a sviluppare la A220 con motore V8 per la stagione 1968, ma nel frattempo la A210 replica il nono posto a Le Mans (e il primo di categoria) ancora con Grandsire, in coppia con José Rosinski. Lo stesso accade nel 1968, quando Alain Le Guellec e Alain Serpaggi del team Savin-Calberson si piazzano noni in testa a un terzetto di A210 (con la coppia Jean-Luc Thérier e Bernard Tramont prima nella classe 1,3 litri). Dal canto suo la A210 di Jean-Pierre Nicolas e Jean-Claude Andruet vince l’Index of Performance. Come nel 1966, tre Alpine dominano anche l’Index of Thermal Efficiency.

B. La carrozzeria ha ampi cofani e sportelli nella zona posteriore per accedere alla meccanica senza compromettere l’aerodinamica.
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C. La A210 n. 50 di Alain Serpaggi e Christian Ethuin si piazza dodicesima, e prima nella classe da 1,5 litri, a Le Mans 1969. La coppia francese prevale anche nella speciale classifica dell’Index of Performance.
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