Porsche Carrera RSR Turbo GR 5 - 1974

03/08/2025

Porsche Carrera RSR Turbo GR 5 - 1974

Porsche Carrera RSR Turbo GR 5 - 1974

Massima evoluzione della 911 RSR, la turbo non ottiene successi assoluti, ma battezza e collauda il motore che sarà l’arma delle 934 e 935

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Mentre corre e vince tra le Sport con le varie evoluzioni della 917, nei primi anni ’70 Porsche è impegnata a sviluppare l’evoluzione della 911 RSR da competizione, il cui motore da 2,8 litri inizia a mostrare i suoi limiti. La Casa decide perciò che è giunto il momento di trasferire sul sei cilindri della coupé l’esperienza maturata con le varianti sovralimentate della 917 e realizza così la prima RSR Turbo da 2,1 litri. La nuova vettura dimostra subito un buon potenziale, ma in parte per difetti di gioventù, in parte per alcuni limiti imposti dal regolamento, non riesce a dimostrarsi vincente.In compenso si rivela un ottimo banco di prova per sviluppare le successive 934 e 935.

© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

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I suoi migliori risultati? Seconda a le mans e watkins glen

La 911 RSR Turbo fa la sua comparsa in pista nel 1974. All’epoca Porsche sta lavorando all’alter ego stradale della vettura, la 911 Turbo 930, che però sarà presentata solo a fine anno; la nuova auto non può quindi considerarsi derivata da un modello di serie come previsto dal regolamento del Gruppo 4, quello delle Gran Turismo Speciali, che oltretutto esige la produzione di almeno 500 esemplari stradali. Per questo Porsche deve omologare la 911 RSR Turbo come Sport Prototipo, scelta che la mette però in concorrenza con vetture molto differenti, progettate direttamente per le gare e quindi più competitive. Ciononostante, le 911 RSR Turbo 2.1 collezionano qualche risultato degno di nota, in particolare con la coppia formata dall’olandese Gijs Van Lennep e dallo svizzero Herbert Müller, che conquistano un quinto posto alla 1000 km di Monza e poco dopo un terzo posto a quella di Spa e un sesto al Nürburgring. Più sporadiche le uscite dell’altra 911 RSR Turbo, condotta il più delle
volte da Helmuth Koinigg e Manfred Schurti, che comunque al Nürburgring si piazzano subito dietro ai loro compagni di scuderia. Alla 1000 km di Imola, prova che precede la 24 Ore di Le Mans, si ritirano invece entrambe le vetture per guasti a motore e cambio.

La RSR Turbo n. 22 giunta seconda alla 24 Ore di Le Mans del 1974 con al volante Gijs Van Lennep ed Herbert Müller, protagonisti delle migliori performance con questa vettura.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

La RSR Turbo n. 22 giunta seconda alla 24 Ore di Le Mans del 1974 con al volante Gijs Van Lennep ed Herbert Müller, protagonisti delle migliori performance con questa vettura.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Van Lennep e Müller ai box durante la 1000 km del Nürburgring del 1974, disputata un mese prima di Le Mans; in quella gara i due piloti conducono la RSR Turbo fino al sesto posto.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Van Lennep e Müller ai box durante la 1000 km del Nürburgring del 1974, disputata un mese prima di Le Mans; in quella gara i due piloti
conducono la RSR Turbo fino al sesto posto.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

In lotta con le Matra

Alla 24 Ore di Le Mans, la squadra Porsche-Martini Racing arriva forte dell’esperienza nei test di marzo che hanno rappresentato anche la prima uscita della RSR Turbo 2.1: in quell’occasione, Koinigg ha ottenuto il sesto posto davanti a Van Lennep e Müller che si sono piazzati al settimo, ma nella successiva competizione di 4 Ore entrambi gli equipaggi si sono ritirati. Nelle qualifiche, la coppia svizzero-olandese ribadisce il piazzamento di tre mesi prima, dietro ai prototipi Matra e Gulf-Ford, mentre la seconda vettura si classifica undicesima. In gara, le due Porsche si portano rapidamente nelle zone alte della classifica conquistando il terzo e il quinto posto, benché distaccate di qualche giro dalle più veloci Matra, ma dopo appena otto ore Koinigg e Schurti sono nuovamente traditi dal motore, che esplode costringendoli ad abbandonare la gara. Tuttavia, anche alle barchette francesi toccano noie ai propulsori e poco dopo ben due su quattro sono costrette all’abbandono. Tra queste, la MS670C di Jean-Pierre Jaussaud e Bob Wollek, che cede la propria seconda posizione alla Porsche di Van Lennep e Müller. Nel prosieguo della gara i due non riescono a ridurre il gap nei confronti della Matra di Henry Pescarolo e Gérard Larrousse, che conduce la corsa, in compenso tengono a debita distanza la successiva MS670C, condotta da Jean-Pierre Jabouille e François Migault, che chiude la gara al terzo posto con ben 10 giri di ritardo dalla coppia svizzero-olandese.

[POTENTE E DELICATO,
IL 2.1 FA ESPERIENZA
PER I TRIONFI DEL ’76]

Dopo questa impresa, la 911 RSR Turbo 2.1 otterrà un sesto posto alla 1000 km di Zeltweg, un altro secondo alla 6 Ore di Watkins Glen, un settimo alla 1000 km di Le Castellet e infine un quinto a quella di Brands Hatch, sufficienti a Porsche per chiudere terza il Mondiale Marche (World Championship for Makes) dietro a Matra e Gulf-Ford. Nel 1975, la Casa si concentrerà sullo sviluppo delle 934, 935 e 936 per l’anno seguente e dunque la RSR Turbo 2.1 sarà accantonata. Ricomparirà in alcune gare del 1977 con equipaggi privati, ma senza risultati rilevanti.

L’altra 911 Carrera RSR Turbo 2.1 schierata dal team ufficiale Martini-Porsche alla 24 Ore di Le Mans 1974: pilotata da Manfred Schurti ed Helmuth Koinigg, si ritira dopo 87 giri per problemi al motore.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

L’altra 911 Carrera RSR Turbo 2.1 schierata dal team ufficiale Martini-Porsche alla 24 Ore di Le Mans 1974: pilotata da Manfred Schurti ed Helmuth Koinigg, si ritira dopo 87 giri per problemi al motore.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

L’altra 911 Carrera RSR Turbo 2.1 schierata dal team ufficiale Martini-Porsche alla 24 Ore di Le Mans 1974: pilotata da Manfred Schurti ed Helmuth Koinigg, si ritira dopo 87 giri per problemi al motore.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

L’altra 911 Carrera RSR Turbo 2.1 schierata dal team ufficiale Martini-Porsche alla 24 Ore di Le Mans 1974: pilotata da Manfred Schurti ed Helmuth Koinigg, si ritira dopo 87 giri per problemi al motore.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Herbert Müller e Gijs Van Lennep

La miglior coppia di piloti che abbia mai guidato la 911 RSR turbo è composta da due veterani di Casa Porsche, che nel 1973 hanno già portato una RSR con motore aspirato a vincere la Targa Florio e che vantano diverse altre affermazioni al volante delle vetture di Stoccarda. L’olandese Gijs Van Lennep, infatti, ha nel suo palmarès il successodel 1971 alla 24 Ore di Le Mans, vinta con la 917K in coppia con l’austriaco Helmut Marko, successo che ripeterà nel 1976 portando
al trionfo la nuova 936 insieme a Jacky Ickx.

Per l’elvetico Herbert Müller, invece, i successi iniziano con le vittorie nel Campionato Europeo della Montagna del 1963 e del 1965, e proseguono poi con la conquista della Targa Florio del 1966 in coppia con il belga Willy Mairesse, risultato bissato nel 1973 insieme a Van Lennep. A le Mans, invece, il miglior risultato resta il secondo posto del 1974, che replica quello ottenuto nel 1971 con il britannico Richard Attwood su una 917K.

Herbert Müller e Gijs Van Lennep, rispettivamente primo e terzo da sinistra, insieme al responsabile tecnico del team Norbert Singer alla 24 Ore di Le Mans del 1974.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Herbert Müller e Gijs Van Lennep, rispettivamente primo e terzo da sinistra, insieme al responsabile tecnico del team Norbert Singer alla 24 Ore di Le Mans del 1974.© IXO Collections SAS - Tous droits réservés. 

Technical sheet

PORSCHE Carrera RSR Turbo

  • MOTORE 6 cilindri boxer, posteriore
  • CILINDRATA 2.142 cm3
  • POTENZA 480-500 CV a 7.600 giri/min.
  • COPPIA 549 Nm a 5.400 giri/min.
  • DISTRIBUZIONE monoalbero, 2 valvole
  • ALIMENTAZIONE iniezione Bosch, turbocompressore KKK, intercooler
  • LUBRIFICAZIONE carter secco
  • CAMBIO 5 marce manuale
  • TRAZIONE posteriore
  • VELOCITÀ MAX 310 km/h
  • TELAIO monoscocca in acciaio
  • CARROZZERIA vetroresina e plastica
  • SOSPENSIONI ANT. E POST. barre di torsione, molle elicoidali e ammortizzatori
  • FRENI dischi ventilati e forati
  • CERCHI ANT. 10,5J×15 / POST. 15J×15
  • PNEUMATICI ANT. 245/575-15 / POST. 340/575-15
  • LUNGHEZZA 4.235 mm
  • LARGHEZZA 2.000 mm
  • ALTEZZA 1.304 mm
  • PASSO 2.271 mm
  • CARREGGIATA ANT. 1.472 mm / POST. 1.528 mm
  • PESO 750 kg (base)

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